Conoscere le specie
Il camoscio alpino: dove vederlo e come non confonderlo
E' l'ungulato piu' facile da osservare sulle Alpi, ma va cercato nel posto e nell'ora giusti. Dove guardare a seconda della stagione, e come distinguerlo dallo stambecco a colpo d'occhio.
Il camoscio e' probabilmente il primo grande animale selvatico che un escursionista incontra sulle Alpi. Non perche' sia raro vederlo, ma perche' vive proprio dove va la gente d'estate: le praterie sopra il bosco, le pietraie, i valloni. Saperlo cercare cambia pero' del tutto la probabilita' di riuscirci.
Dove guardare, stagione per stagione
Il camoscio si sposta in quota seguendo l'erba e la neve. In estate sale sopra il limite degli alberi, spesso oltre i 2.000 metri, e nelle ore calde si sdraia all'ombra delle rocce o sui nevai residui per rinfrescarsi. In inverno scende, e non di poco: lo si trova nei boschi radi e sui versanti ripidi esposti a sud, dove il vento scopre l'erba secca.
La regola pratica: d'estate si alza lo sguardo, d'inverno lo si abbassa. Chi cerca un camoscio a giugno nel fondovalle perde tempo, e chi lo cerca a gennaio in cima anche.
L'ora giusta
Come quasi tutti gli ungulati, il camoscio e' attivo soprattutto nelle prime ore dopo l'alba e nelle ultime prima del buio. A meta' giornata si riposa, spesso al riparo, e diventa molto piu' difficile da individuare. Una partenza prima dell'alba vale piu' di qualunque attrezzatura.
Come riconoscerlo
Il camoscio si confonde solo con lo stambecco, e la differenza e' netta una volta imparata:
- Corna: nel camoscio sono sottili, nere, corte e piegate a uncino all'estremita', uguali nei due sessi. Nello stambecco maschio sono enormi e ricurve all'indietro.
- Corporatura: il camoscio e' snello e agile, lo stambecco e' massiccio e tozzo.
- La maschera facciale: il camoscio ha una banda scura che attraversa l'occhio su fondo chiaro, evidente soprattutto in inverno quando il mantello si scurisce.
Come starci vicino senza disturbare
Il camoscio ha una vista eccellente e nota un movimento a grande distanza. Non serve avvicinarsi: serve un binocolo e un po' di pazienza. Se l'animale smette di brucare e alza la testa fissandovi, siete gia' troppo vicini: e' il segnale che sta valutando la fuga, che in un ambiente ripido gli costa energia e rischio. Fermatevi o arretrate.
Fonti
- ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, dati di distribuzione degli ungulati alpini
- Enti gestori dei parchi alpini per le densita' locali e i periodi di maggiore visibilita'
Domande frequenti
Qual e' il periodo migliore per vedere i camosci?
Da giugno a settembre in alta quota, all'alba e al tramonto. In inverno restano visibili ma si spostano piu' in basso, sui versanti soleggiati dove la neve lascia scoperta l'erba.
Come distinguo un camoscio da uno stambecco?
Le corna: nel camoscio sono sottili e piegate a uncino in punta, uguali nei due sessi; nello stambecco maschio sono grandi e ricurve all'indietro. Il camoscio e' inoltre piu' snello e ha una banda scura sull'occhio.
A che distanza posso avvicinarmi?
Non esiste un numero unico, ma il comportamento dell'animale lo dice: se smette di brucare e vi fissa, e' gia' in allerta. A quel punto ci si ferma o si arretra.