Territori

Le zone umide d'inverno: perché gennaio è il mese migliore

Quando il resto del paesaggio e spoglio e freddo, le lagune italiane si riempiono. E il momento dell'anno in cui si vedono più uccelli con meno fatica.

Fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus)
Foto: Yathin S Krishnappa - Wikimedia Commons

C'è un equivoco diffuso: che l'inverno sia la stagione morta per chi osserva animali. Per le zone umide e esattamente il contrario. Da novembre a febbraio le lagune, i delta e i laghi costieri italiani ospitano centinaia di migliaia di uccelli acquatici arrivati dal nord Europa, che qui trovano acqua che non gela e cibo.

Perche proprio adesso

L Italia sta su una delle grandi rotte migratorie fra Europa e Africa, e le sue zone umide funzionano da area di svernamento. Gli uccelli si concentrano in spazi relativamente piccoli, e questo li rende molto più facili da osservare che in primavera, quando si disperdono per nidificare.

In più, d'inverno la vegetazione e bassa, l'aria e limpida e la luce radente delle giornate corte è la migliore che ci sia per guardare e per fotografare.

Dove

Le aree più ricche sono le lagune dell'alto Adriatico e il Delta del Po, i laghi costieri tirrenici, le saline della Sardegna e della Sicilia, le zone umide interne della pianura padana. Molte hanno capanni di osservazione già attrezzati e raggiungibili a piedi in pochi minuti.

Come si sta in un capanno

Il capanno funziona solo se lo si usa come va usato. Entra in silenzio, chiudi la porta, aspetta almeno dieci minuti prima di aspettarti qualcosa: gli uccelli si allontanano quando qualcuno arriva e tornano solo se tutto torna calmo. Apri poche feritoie, non tutte, e non sporgerti.

L errore più comune e alzarsi e uscire di colpo perché non succede niente: e proprio il momento in cui si fa volare via tutto quello che era appena tornato.

Far volare via uno stormo non è innocuo

D inverno ogni volo forzato costa energie che l'animale non recupera facilmente, con giornate corte e temperature basse. Uno stormo fatto alzare quattro o cinque volte in una giornata perde una parte significativa delle riserve accumulate. E il motivo per cui le distanze, nelle zone umide, contano più che altrove.

Cosa portare

Piu vestiti di quanti sembrino necessari: si sta fermi, spesso al vento e sull'acqua. Un binocolo va bene, ma qui un cannocchiale su treppiede fa una differenza enorme, perché gli uccelli sono spesso lontani e in gruppo.

Fonti

  • Censimenti degli uccelli acquatici svernanti (International Waterbird Census), coordinamento nazionale ISPRA
  • Rete Natura 2000, schede delle Zone di Protezione Speciale costiere

Domande frequenti

Qual è il periodo migliore per osservare gli uccelli nelle zone umide?

Da novembre a febbraio, quando le zone umide italiane ospitano gli uccelli acquatici svernanti arrivati dal nord Europa. Gennaio e in genere il mese di massima concentrazione.

Quanto bisogna aspettare dentro un capanno di osservazione?

Almeno dieci minuti in silenzio prima di aspettarsi qualcosa. Gli uccelli si allontanano quando qualcuno arriva e tornano solo se la situazione resta calma.

Perche non bisogna far alzare in volo gli stormi?

D inverno ogni volo forzato consuma energie difficili da recuperare, con giornate corte e temperature basse. Uno stormo disturbato più volte al giorno perde una parte importante delle proprie riserve.