Etica e tutela

Le distanze di sicurezza: quanto e' troppo vicino

Non esiste un metro unico valido per tutti gli animali, ma esiste un segnale che vale sempre: il comportamento dell'animale stesso. Come leggerlo e perche' avvicinarsi troppo danneggia chi osserviamo.

Cervo (Cervus elaphus)
Foto: Giles Laurent - Wikimedia Commons

"A che distanza posso avvicinarmi?" e' la domanda piu' frequente e quella con la risposta piu' scomoda: dipende. Dipende dalla specie, dalla stagione, dall'ambiente, dal singolo animale. Un numero fisso non esiste. Ma esiste qualcosa di piu' utile di un numero: un segnale che l'animale stesso ci manda, e che vale sempre.

L'animale ci dice quando siamo troppo vicini

Prima di fuggire, quasi ogni animale mostra segni di disturbo. Impararli e' la vera regola:

  • Smette di fare cio' che stava facendo (brucare, riposare) e alza la testa verso di noi.
  • Ci fissa e irrigidisce il corpo, pronto a scattare.
  • Cambia posizione, si sposta, emette versi d'allarme.

Se vediamo uno di questi segnali, siamo gia' troppo vicini. La risposta corretta e' fermarsi o arretrare, mai avanzare ancora "per un secondo".

Perche' il disturbo costa

Ogni fuga ha un prezzo che noi non vediamo. Un animale che scappa consuma energie preziose, abbandona il cibo o il riposo, in inverno brucia riserve che gli servono per sopravvivere, in primavera puo' lasciare scoperti i piccoli. Un singolo disturbo sembra innocuo; moltiplicato per tutti i visitatori di una stagione, diventa un peso che alcune popolazioni non reggono.

Lo strumento che risolve il problema

Il binocolo. La quasi totalita' dei conflitti tra osservatore e animale nasce dal voler vedere meglio avvicinandosi. Un buon binocolo permette di osservare da lontano meglio di quanto si veda da vicino a occhio nudo, e azzera il bisogno di ridurre la distanza. E' l'attrezzo etico per eccellenza.

Fonti

  • Codici di condotta per l'osservazione della fauna delle aree protette
  • Studi sull'impatto del disturbo antropico sugli ungulati

Domande frequenti

Qual e' la distanza minima da un animale selvatico?

Non c'e' un numero unico: dipende da specie, stagione e ambiente. La regola pratica e' leggere l'animale: se smette di brucare, alza la testa e ci fissa, siamo gia' troppo vicini e dobbiamo fermarci o arretrare.

Perche' avvicinarsi fa male all'animale?

Perche' la fuga costa energie: l'animale abbandona cibo e riposo, in inverno brucia riserve vitali, in primavera puo' lasciare scoperti i piccoli. Un disturbo isolato pesa poco, ma moltiplicato per tanti visitatori diventa insostenibile.